Stamattina alla Videoteque, ho visto alcuni corti del concorso internazionale. Ci sono trenta postazioni per visionare in perfetta solitudine tutti i film iscritti al Festival. Siedi davanti a uno schermo, indossi le cuffie e clicchi su view. Ho scoperto che in questo modo riesco a concentrarmi di piu’ e ad apprezzare meglio quello che vedo. Senza contare che se incappo in un brutto film, posso passare facilmente a un altro. Ho visto cinque bellissimi corti. Due Sudamericani: 8 Horas e El aprendiz. Un corto palestinese: Atmenah. Un corto spagnolo sul terrorismo basco: El canto del grillo. E uno senegalese: Deweneti di Dyana Gaye. Quest’ultimo mi ha particolarmente colpito. Ha una sceneggiatura semplice, che fa ridere e piangere. Spazza le nuvole nelle quali a volte s’eleva il cinema e riporta felicemente lo spettatore con i piedi per terra.
Feb 01












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